Maurizio Lotito: Co-fondatore di PostPick

Oggi ho l’occasione di fare quattro chiacchiere con Maurizio Lotito, uno degli ideatori di PostPickr.

PostPickr è una startup tutta Italiana, una piattaforma che aiuta migliaia di aziende, agenzie, brand e professionisti nella gestione dei propri canali social media.

1.Come ti è venuta l’idea di creare una startup come PostPickr?

La paternità dell’idea è di Antonello Fratepietro, sviluppatore della piattaforma e cofondatore insieme a me e a Maria Miracapillo del progetto PostPickr. Nasce in seguito ai suoi primi esperimenti con le API di Facebook, il sistema che permette alle applicazioni di terze parti di utilizzarne le funzionalità.

All’epoca (era il 2013!) io ed Antonello già ci conoscevamo, pur lavorando in aziende diverse. Sapendo che mi occupavo di social media management per conto dell’agenzia di comunicazione di cui ero socio, Antonello mi propose di contribuire alla sviluppo del primissimo prototipo dell’applicazione.

Intravidi subito il potenziale dell’idea e mi misi completamente a disposizione del progetto, contribuendo al design dell’interfaccia, alla progettazione del brand, allo sviluppo del piano di marketing e comunicazione, ma soprattutto, portando in dote le mie competenze nel settore del social media management.

Dopo 6 mesi il primo prototipo dell’applicazione era online e da quel momento, quello che era nato come un side-project finì per diventare il mio principale obiettivo imprenditoriale, tanto da spingermi poco dopo ad uscire dalla precedente società per dedicarmi full time a PostPickr.

2. Cosa ti entusiasma nel processo di collaborazione e guida del team PostPickr?

Aver incrociato Antonello e Maria sul mio cammino di vita, umana ancor prima che professionale, è stata una grande fortuna ed un privilegio.

Ci lega un rapporto che va ben al di là dell’essere soci: siamo compagni, complici, sodali. Ci confrontiamo su tutto, non esitiamo a chiedere aiuto né ad offrire consiglio, ci supportiamo nei momenti di crisi, sia lavorativa che personale.

Non esiste una leadership dominante, siamo un plurale collettivo: non a caso nella nostra comunicazione privilegiamo il “noi” piuttosto che il singolo. Spero che questa alchimia duri il più a lungo possibile e da parte mia ci metterò tutto il mio impegno per far sì che ciò accada.

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3. Riesci a descrivermi la tua giornata lavorativa? In media quante ore dedichi a PostPickr?

Non ho una routine fissa e schematica. Siamo ancora una piccola startup composta solo dai tre fondatori, e ciascuno di noi si occupa a tutto tondo del suo settore specifico, all’interno del quale però ricopre le mansioni più disparate.

Io ad esempio mi occupo principalmente del marketing e della comunicazione istituzionale, ma curo anche il design del prodotto, le pubbliche relazioni, i social media, il blog, i rapporti con i possibili investitori, la gestione della community. Il tutto sia dal punto di vista strategico che meramente operativo e produttivo. Tanta roba insomma 🙂

Decido quindi giorno per giorno, sulla base dello scenario del momento, quale di queste attività merita la priorità e quanto tempo allocare, facendo molta attenzione a non farmi sovrastare dal lavoro: mi piace lavorare per vivere e non vivere per lavorare.

4. Cosa faresti se un PostPickr non esistesse?

Chi può dirlo. Di certo non sarei rimasto in agenzia a fare consulenza per il business altrui ma, esattamente come ho fatto con PostPickr, me ne sarei costruito uno tutto per me.

Mi piacerebbe sapere come tratti la “minaccia” competitiva di Hootsuite, Buffer, Later – tanto per citare quelli più famosi – e come prevedi di gestire questo mercato super competitivo nei prossimi anni?

Intuitivo, Innovativo, Italiano: sono le tre “i” che definiscono la personalità del brand PostPickr, nonché il suo posizionamento differenziante rispetto ai competitori più famosi.

Abbiamo puntato molto sull’esperienza d’uso, cercando di rendere PostPickr semplice, piacevole ed efficiente. Allo stesso tempo abbiamo introdotto funzionalità inedite ed esclusive che lo rendessero riconoscibile e differenziante. Infine, abbiamo puntato fortemente sulla nostra italianità, focalizzando tutte le nostre energie sul mercato nazionale. Questo ci consente di poter offrire alle imprese, ai professionisti e alle organizzazioni italiane, una vicinanza ed un livello di supporto difficilmente raggiungibile dai nostri super-blasonati competitori internazionali.

L’obiettivo è diventare il social media tool più amato (ed usato) dagli italiani, per poter poi affrontare la difficile sfida internazionale con un’offerta – ed una squadra – matura e consolidata, capace di competere su tutti i livelli.

5. Potresti raccontarmi dei problemi che hai dovuto affrontare a livello di marketing e “notorietà”? Come sei riuscito a cavartela e superarli?

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Il marketing è strategia, ed in quanto tale, si occupa anche di prevedere i problemi e le difficoltà, nonché di indicare le possibili soluzioni. Il posizionamento competitivo, la conquista della visibilità, la costruzione di un brand riconoscibile, il monitoraggio, la difesa e la cura della reputazione, la gestione delle crisi, etc. sono tutti potenzialmente dei “problemi” ma sono anche le sfide ordinarie che una qualsiasi impresa deve poter e saper affrontare.

Per rispondere alla tua domanda quindi, non ho fatto altro che applicare al mio business i sani principi e le regole basilari del Marketing, quello con la M maiuscola, l’unico ed il solo. Perché, come ripeto in ogni occasione utile, capire che non esistono cose come il social media marketing, l’email marketing, il web marketing, il content marketing e via dicendo, è già un buon inizio per riuscire a districarsi con successo nei mercati digitali.

6. Come affronti un problema con un cliente o una sua richiesta decisamente “astrusa”? Quanta importanza dai al lato client experience e customer care?

Come accennavo prima, l’assistenza ed il supporto al cliente sono una delle nostre principali leve competitive e sono quindi attività a cui dedichiamo massima priorità ed attenzione. Certo, non siamo impeccabili e capita sempre di fare qualche scivolone, ma quando si tratta di risolvere il problema di un cliente cerchiamo di dare sempre il massimo, senza risparmiarci.

Questo significa anche dotarsi di grande pazienza e di spirito zen quando, come mi chiedevi, ci si imbatte in richieste astruse e fuori dall’umana comprensione. In tal caso cerchiamo di avere un approccio educativo ed informativo, senza però cedere al servilismo o l’accondiscendenza tout court: il cliente non ha SEMPRE ragione, ed in certi casi preferiamo far valere la nostra etica e la nostra dignità, a costo di perdere il cliente ed i suoi soldi.

7. Dove ti vedi tra 10 anni? Ancora alla testa di PostPickr?

10 anni sono un tempo siderale per chi lavora con la tecnologia. È possibile che PostPickr non esista più, per lo meno nella sua forma e connotazione attuale, ma certo, mi piacerebbe essere artefice e guida di qualsiasi cosa esso potrà diventare.

8. Quanti professionisti sono stati coinvolti nel progetto in questi anni?

Pochissimi. Vanto e allo stesso tempo limite del progetto PostPickr è quello di aver fatto tutto da soli, facendo unicamente leva sulle nostre forze e le nostre competenze. Questo fino ad oggi, perché la crescita a cui stiamo assistendo necessiterà già nel breve periodo di figure professionali esterne che ci aiutino a sostenerla e ad alimentarla.

9. Curiosità: ricevi molti curriculum di giovani che vorrebbero far parte della squadra? Quali profili conservi e perché? Cosa deve colpirti?

Ad essere sincero, di candidature spontanee non ne abbiamo ricevute moltissime. Recentemente abbiamo avviato la ricerca diretta di figure da assumere in squadra e al momento stiamo vagliando i curriculum ricevuti, quindi non abbiamo ancora avviato la fase dei colloqui conoscitivi.

In passato però mi è capitato di selezionare figure lavorative per i miei progetti e le mie preferenze sono sempre andate verso chi dimostrava di possedere una capacità di pensiero e di giudizio indipendente, piuttosto che una elevata competenza specialistica.

Oggi il business è troppo fluido e multiforme e per adeguarsi al progresso ed ai cambiamenti servono persone che, pur padroneggiando i fondamentali della materia, sappiano pensare e lavorare in modo aperto e trasversale alle discipline e alle specializzazioni.

10. Maurizio, adesso parliamo di te non come CMO di PostPickr. Cosa ami fare nel tempo libero? Hobby, aneddoti interessanti, buffi, ecc.?

Fino a pochi mesi fa suonavo la chitarra in una rock band di attempati ultraquarantenni, tutti miei amici storici, con cui ci riunivamo una volta a settimana nella cantina di casa mia. Poi incombenze varie hanno interrotto questo appuntamento, che stiamo disperatamente cercando di ripristinare. Questo per dirti che, insieme alla tecnologia, la musica è l’altra mia grande passione.

11. Progetti in cantiere? Cosa ti frulla per la testa? Puoi parlarmene?

Si, c’è un progetto decisamente importante ed entusiasmante in cantiere a cui stiamo lavorando, e che stiamo costruendo in partnership con una prestigiosa ed importante realtà italiana che opera nel campo del marketing e della comunicazione. Ma ahimè, siamo momentaneamente tenuti alla riservatezza, di più proprio non posso dirti. Mi impegno però, se lo vorrai, a tornare in questo spazio e sull’argomento appena tutto sarà diventato di pubblico dominio!







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