Il misterioso ruolo del Copywriter

Negli ultimi anni il ruolo del Copywriter è diventato sempre più oscuro

Ho letto e sentito  esilaranti interpretazioni del mio lavoro.

Per alcuni sono una creativa, per gli altri sono una che “riempie spazi vuoti pubblicitari“.  C’è chi mi pensa come uno”scrittrice automatica di contenuti”.

Taluni, addirittura, immaginano che sia pagata per piacere a Google attraverso frasi e parole, come se avessi la bacchetta magica.

Come rispondo alla domanda di cosa ti occupi? A coloro che non lavorano nella pubblicità, ecco le mie opzioni:

A) Sguardo da ebete e nel vuoto

B) Scrivo cose per privati e aziende

Sono una copywriter creativa, concettuale o… Una copywriter pubblicitaria?

Queste sono tutte etichette confusionarie e obsolete per riferirsi a qualcuno che scrive e migliora contenuti  per le persone e le aziende.

Ammetto che prima che lo diventassi, nemmeno io avevo idea di cosa fosse un copywriter.

Cosa rispondo di rimando quelli che mi chiedono cosa faccio per vivere:”Ah, allora sei una scrittrice/blogger”

Ammetto che mi cascano le braccia! Ho capito che alcune volte è meglio lasciar correre.

Anni fa ero ignara di avere un talento: far sì che degli sconosciuti cliccassero sul pulsante Mi piace di Facebook.

Dopo tanti anni di tanto studio, tirocini, contratti a tempo determinato, a progetto, ecc. Adesso lavoro per me da freelance.

Durante l’università mi sono resa conto che i social media stavano iniziando a diventare roba seria. Da strumenti usati soprattutto nel privato ad armi efficaci per aziende e professionisti.

Le pagine di Facebook erano solo per i grandi marchi, i brand cool e le start up. Ho notato, invece, che le piccole imprese erano totalmente disinteressate a questo aspetto.

Faccio parte della generazione che ha conosciuto i social “da grande”. Ho assistito alla nascita (e alla morte) di Myspace, all’ascesa (e caduta) di Tumblr, al boom senza fine di Facebook e all’apparizione di Instagram.

Nell’entusiasmo e nell’ingenuità della giovinezza ho intravisto le opportunità infinite di questi nuovi social media.  Un’occasione per guadagnare soldi facendo ciò che percepivo come passione.

Uno ad uno cercai tutte le aziende con meno di 200 like su Facebook nel raggio di 30 km – ero a Siena allora! – e ho mandato loro varie e-mail.

Con mia grande gioia ho scoperto che i proprietari di queste imprese erano troppo occupati a gestire da soli i propri social media.

Non solo, non avevano idea di cosa diavolo stavano facendo e non sapevano nemmeno cosa fossero.

Il mondo dei social media era per loro alieno e complicato, un pianeta in cui si parlava una lingua sconosciuta. La maggior parte erano felici di buttare soldi senza criterio per  Google Ads, Facebook Ads, ecc.

Ho sempre detto che non c’è modo migliore per imparare che mettendosi subito all’opera, a sporcarsi le mani. Esattamente quello che ho fatto.

Il mio primo lavoro è stato un opuscolo aziendale che mi ha esilarato in modo incredibile per cinque giorni. Il mio secondo lavoro? Tre brochure commerciali per degli elettrodomestici: un trionfo di dettagli tecnici, ahahah.

Ci è voluto tempo ma, alla fine, sono riuscita a campare con una professione che amo: il copywriter. Volantini, siti web, gestione dei social network, pubblicità, slogan, ecc.

Devo essere sincera: ero una merda all’inizio ma… Chi non lo è stato all’inizio?!

Sapevo di essere una dilettante e, quindi, ero consapevole che dovevo migliorare alla velocità della luce.

Ho letto tutti i libri su cui ho potuto mettere le mani, studiato cosa stavano facendo le agenzie, passato ogni momento a intercettare altri copy, ascoltato podcast, guardato i canali YouTube di divinità del copywriting ecc.

Alla fine sono migliorata facendo [anche e spesso] errori grossolani.

Per quanto mi riguarda, il copywriting e la scrittura di contenuti sono due cose completamente diverse.

Il “Copywriter” è diventato un termine generico: una persona che scrive parole per “un contenuto”, ciò non è esattamente vero, ma non è al 100% falso.

Il copywriting, nel suo senso tradizionale, è l’arte di descrivere le cose in modo da essere desiderate dagli altri.

Descrivo il mio copywriting come “alchimia di buona alfabetizzazione, immaginazione, di comprensione acuta della natura umana e del suo intenso bisogno di possedere cose.”

Siamo pagati per scrivere idee e concetti. Diamo nomi ai nuovi brand, assicurandoci che dicano le cose giuste alle persone giuste.

Presentiamo cose complesse nella loro forma più semplice, diamo agli oggetti un significato semantico e creiamo interesse laddove non ce ne sarebbe altrimenti.

Scriviamo inserzioni che fanno ridere, piangere o infastidiscono così tanto che non puoi dimenticarle anche se ci provi.

A poco a poco i copywriter stanno lentamente tornando a ciò che sanno fare meglio: farti desiderare delle cose.

Il miglior copywriting, il miglior social media manager e il miglior “contenuto” sono frutto di una grande idea. Una grande idea riesce a portare un comportamento concreto da parte delle persone.

Catturare l’attenzione, questo è il mio mantra.

Ho ancora un sacco di cose da imparare  e tanto apprendimento da fare. Un copywriter non smette mai di studiare, aggiornarsi e immaginare.

Vuoi imparare davvero in fretta? Fallo di fronte a un pubblico reale! Fallo spesso e di continuo.

Please follow and like us: