Filippo Ronco e il suo Vinix

Oggi ho il piacere di scambiare quattro chiacchiere con il Ceo di Vinix, Filippo Roco.

filippo-ronco

Vinix è una startup italiana fondata nel 2013 . Si tratta di un social di acquisto e vendita di prodotti come: vino, oli evo e altro. Non è uno dei tanti e-commenrce, infatti cerca di mettere in relazione le persone per raggiungere un prezzo e una qualità giuste e sostenibili.

Eccoci Stefano, partiamo con le domande!

1. Eccoci Stefano, partiamo con le domande!

La prima che hai detto. Vinix arriva dopo 10 anni di lavoro nel settore prima come editoria online con TigullioVino, poi come pubblicità online con VinoClic e infine come organizzatoredi  eventi con TerroirVino.

In questo modo ho avuto il tempo di osservare a lungo il mercato e pensare a qualcosa che davvero mancava: un sistema di automazione del canale della vendita diretta per le aziende che poggiasse su un concetto di distribuzione fatto dalle persone.

L’idea parte nel 2012, la realizzazione è durata un anno intero e Vinix nella sua forma più o meno attuale arriva a inizio 2013.

2. Puoi descrivermi nel dettaglio come funziona questo Social Commerce e a chi è rivolto?

Il sito è rivolto principalmente ai privati (esclusivamente a loro se parliamo di cordate e gruppi di acquisto ma è possibile anche acquistare in veste di professionisti con p.iva se si acquista da soli).

Il cuore del sistema ruota attorno alle cordate. Nello specifico abbiamo lavorato alla dai creazione di un catalogo di eccellenza e diamo l’opportunità alle persone di riunirsi in gruppo per acquistare insieme produttori da noi selezionati con costi minori in funzione delle quantità ordinate e del lavoro distributivo  che fanno.

Più grandi sono gli ordini, più piccoli diventano i prezzi, le aziende ricevono pagamenti elettronici anticipati e limitano la logistica al minimo con un’unica grande spedizione perché la distribuzione finale la fa sempre il gruppo.

Così c’è un grande risparmio di costi, zero preoccupazioni per gli incassi (gestiamo e garantiamo tutto noi) e si crea un rapporto diretto con chi acquista.

marco-vinix

3. Quali e quanti professionisti sono stati coinvolti nel progetto in questi anni?

Il nostro team al momento è composto da 5 persone che lavorano più o meno stabilmente al progetto e altre persone che vengono coinvolte solo per quanto riguarda la parte delle selezioni / degustazioni e degli eventi.

Daniele e Cristian si occupano prevalentemente dello sviluppo tecnico; Stefano si occupa della parte sistemistica, dell’ottimizzazione del db e alle procedure di recovery; Manuele si occupa delle conversioni.

Io mi occupo di tutta la parte di direzione e coordinamento sia dello sviluppo che del commerciale. Inoltre lavoro direttamente con produttori, aspetto un po’ massacrante ma amandolo molto riesci a sopravvivere.

4. La startup dedicata al mondo vitivinicolo è presente dal 2013.Cosa riesce ancora ad entusiasmarti di questo social del vino?

La cosa più bella è il viaggio.
E’ un lavoro che è iniziato per davvero nel 2013, quando abbiamo creato Vinix per la prima volta non sapevamo ancora bene cosa fosse, il settore era in pieno fermento, vedevamo i primi blog italiani e Facebook ancora non esisteva in Italia. Era il 2007 e Vinix era una sorta di social network ante litteram.

Con il tempo abbiamo maturato l’idea di fare qualcosa di più importante e tra il 2011 e il 2013 nasce Vinix e da lì è stato un continuo cantiere in movimento che si plasma e cresce attorno alle esigenze della propria community.

Pensa che in questo momento abbiamo appena iniziato il completo rebuild di tutta la piattaforma, un lavoro pazzesco che terminerà se va bene entro la fine del 2019 e ci regalerà, se saremo stati bravi, una piattaforma ancora più performante e ben fatta.

Questi primi 5 anni sono serviti per capire se il modello funzionava e, accertato ciò, ora bisogna migliorare tutta l’infrastruttura, togliere il superfluo e integrare ciò che manca migliorando tutti i processi. Sono stati anni preziosissimi per capire molte cose, anni di esperienza che ci consentono ora di progettare una piattaforma migliore.

5. Sono curiosa di conoscere quale sia la tua routine lavorativa. Puoi descrivermela? In media quante ore al giorno dedichi a Vinix?

La verità è che non stacchi mai veramente.
L’orario di lavoro più o meno ufficiale va dalle 9.00 alle 20.00 tutti i giorni con una mezz’ora di pausa pranzo, un po’ più rilassata – se non ci sono cordate in chiusura – la domenica con orari un poco più flessibili ma in linea di massima finché non cresci non puoi staccare mai.

Intendiamoci, non è che non vivi, fai le tue cose ma sai che la tua vita scorre assieme a quella della tua startup, il sacrificio più grande è per chi vive con te a cui cerchi di far pesare il meno assenze e impegni continui. Un problema può capitare a qualsiasi ora del giorno o della notte e devi esserci subito, operativo e scattante.

Magari sei in spiaggia al mare d’estate, si chiude una cordata e c’è un cliente che ha bisogno di aiuto per una regolarizzazione, non sei mai realmente in vacanza, almeno finché non saremo sufficientemente strutturati per mettere altre persone a fare quello che ora faccio io e i miei collaboratori.

La mia più grande fortuna è di poter contare su un team che negli anni si è molto affiatato e sul quale possono contare sempre, insieme cerchiamo di risolvere al meglio ogni possibile problema.

Qualche volta mi scappa da ridere quando sento dire “beato te che lavori da casa” o “beato te che hai la tua attività”, in realtà siamo beati ma perché facciamo quello che amiamo fare.

Se dovessimo paragonarla alla vita di un normale dipendente a quella di uno startupper che dedica anima e corpo alla propria creatura i livelli di lavoro sono disumani.

6. Di cosa ti occupavi prima della nascita del progetto? E se non esistesse, cosa farebbe e cosa sarebbe Filippo?

Per un breve periodo, finita l’università di giurisprudenza a Genova ho fatto praticantato da avvocato per 1 anno e mezzo, ho anche passato l’esamino da patrocinatore legale (una piccola sciocchezza, diciamolo) ma lavoravo già a Tigulliovino e a Terroirvino nel tempo “libero”( cioè quando tornavo da 8 ore di pratica).

Dopo un anno e mezzo ho scelto di aprire la prima partita iva e ho lasciato tutto, però sono abbastanza sicuro che se fossi stato in uno studio legale penale invece che civilistico… Forse avrei continuato.

Prima ancora ho rischiato di fare Music Line a Genova per diventare turnista (suono da sempre l’elettrica a casa e nei periodi fortunati in gruppo, per hobby ma non ne ho mai fatto un lavoro, è solo una grande passione e una grande valvola di sfogo per l’inevitabile stress).

Se non ci fosse Vinix probabilmente farei qualcosa di insolito, noi dei pesci spesso siamo imprevedibili e ci sentiamo inadeguati a vivere una vita normale, un po’ filo anarchici e restii a rispettare le convenzioni sociali,.

Fortunatamente siamo molto generosi con chi amiamo, altrimenti sembreremmo dei disadattati.

7. Il vino, specialmente in Italia, da élite è essere più“pop” – spero mi passerai il termine. Com’è cambiata l’esperienza del produttore e del consumatore secondo te?

marione-vinix

Non saprei dare definizioni o etichette, anzi, diciamo che ho sempre cercato pervicacemente di non farlo, anche quando organizzavo eventi e attorno a me spuntavano manifestazioni di vini naturali come funghi e mi sarebbe molto convenuto saltare sul carro.

Io ho cominciato a interessarmi di vino alla fine degli anni ’90 quando uscivo a cena con la fidanzata e non avevo idea di cosa diavolo scegliere dalla carta del vino, mi sentivo talmente inadeguato che ho iniziato a studiare e poi da cosa nasce cosa.

A quel tempo si bevevano vinoni potenti e marmellatosi molto concentrati, ricchi di estratto, grandi fruttoni di scarsa acidità e spesso molto legnosi.

Poi con gli anni sono cambiate molto le cose, si può dire che oggi si beva quasi un vino che sta agli antipodi di quello che si beveva nei primi anni 2000. Oggi si cerca di più la freschezza, l’acidità, il frutto (anche se leggero), la bassa gradazione.

Poi tutta la nouvelle vague dei naturali ha sicuramente svecchiato il mondo del vino e contribuito ad avvicinare di più i consumatori ad un mondo che sembrava fino a solo pochi anni fa chiuso e inaccessibile.

Mi pare che tutti i produttori si siano accorti di questo ed uno dei motivi per i quali abbiamo pensato di concentrarci su un sistema basato sulle persone è proprio perché crediamo che questo processo di spostamento sul consumatore sia irreversibile.

8. Non conosco progetti simili a Vinix, di certo tu sì. Quali sono i tuoi competitor?

Per la verità non conosco progetti simili nemmeno io. Abbiamo grandi amici, per esempio Adegga in Portogallo, con cui forse in futuro faremo grandi cose insieme, che hanno sposato il concetto di community e mettere al centro il consumatore.

Ci sono molti siti che emulano il sistema dei gruppi di acquisto ma poi sono poco tecnologici o un po’ improvvisati e spesso senza catalogo di spessore.

I grandi player attuali nell’e-commerce del vino giocano a 2-3 ordini di grandezza superiori ma non li consideriamo competitor diretti poiché sono una sorta di versione elettronica di un normale negozio online.

Mi pare che facciano meglio e più velocemente qualcosa che già c’era, non cambiano il paradigma e non introducono niente di nuovo nel sistema.

A noi invece piace fare innovazione, amiamo sviluppare il prodotto, fare contento il nostro utente, inseguire strade meno battute e più impervie.

9. Hai avuto delle difficoltà, delle diffidenze e/o dei problemi nell’iniziare a sviluppare Vinix? Se sì, come li hai superati?

Abbiamo curato molto l’aspetto legale.
Muovendoci su un terreno poco normato come quello dei gruppi di acquisto volevamo essere certi che il nostro schema di vendita andasse bene sotto ogni punto di vista. Per questo abbiamo fatto interpello ordinario all’agenzia delle entrate italiana che ci ha consentito di poggiare tutto il lavoro su solide basi.

Chiaro che quando fai innovazione e percorri sistemi mai battuti prima un minimo di avventura è insita nel tuo lavoro ma cerchiamo sempre di fare le cose per bene.

Il problema più grande, se vuoi, lo abbiamo da parte della filiera classica che naturalmente non si sofferma a guardare la bontà e la trasparenza del nostro sistema ma valuta solo i prezzi di arrivo, senza considerare le quantità ordinate e la lealtà nei confronti della filiera.

Se lo studi bene, vedi che siamo il sistema più leale in assoluto rispetto a cose poco chiare che puoi trovare in rete.

Tuttavia questa problematica, più forte i primi anni, adesso tende ad avere un minore impatto perché a poco a poco che noi cresciamo i nostri produttori si legano sempre di più e si fanno intimidire sempre di meno da ricatti e minacce di vario genere.

Ho scritto vari articoli su Vinix in proposito a mia firma e sono pronto a qualsiasi confronto in merito.

10. Adesso Ceo di Vinix e tra un decennio cosa pensi accadrà? Ancora al timone?

Chi può dirlo, qui 5 anni sono come un’era geologica.
Al momento come dicevo più sopra, stiamo rifacendo tutto meglio quindi c’è sicuramente l’idea di continuare il lavoro intrapreso e farlo esplodere come merita con l’aiuto della base dei nostri early adopters.

C’è un’idea di ampliamento internazionale con una partnership ma per ora sono solo idee, vedremo.

11. Momento curiosità: hobby, passioni e qualche aneddoto su di te?

Oltre al vino, al cibo e alla buona compagnia una è sicuramente la chitarra elettrica e i viaggi in moto. Ho fatto viaggi abbastanza lunghi in moto tra Francia, Portogallo, Spagna, Austria, Germania e naturalmente Italia (la conosco ormai a menadito avendola percorsa in lungo e in largo).

Appena ho la possibilità che sia un week-end o 4-5 giorni, con mia moglie facciamo una fuga in moto da qualche parte percorrendo a volte anche 5-600 km di strada in un giorno. Penso che il viaggio in moto ti consenta di vivere il viaggio a 360 gradi, il viaggio è parte essenziale della “vacanza”.

Con la famiglia al completo (bimbi inclusi) amo invece ancora scoprire campeggi inesplorati e poco battuti tra Corsica, Sardegna, Sicilia, Puglia, Abruzzo, ci muoviamo in gruppo con pochi amici sempre molto ben attrezzati.

Capita di stare in costume su un tavolino Decathlon su un letto di aghetti di pino ma abbiamo i nostri riedel pronti e le bottiglie nel piccolo frigo portatile.
Cose così.

12. Oltre a Vinix stai lavorando ad altro? Progetti e idee per l’immediato o prossimo futuro?

Al momento curo anche la mia concessionaria VinoClic un gruppo di oltre 80 publisher specializzati nel settore del vino e del cibo per i quali veicoliamo pubblicità mirata ma la mia testa e il mio cuore battono sempre più per Vinix che spero ci dia presto le soddisfazioni che forse dopo tanti anni di gavetta, abbiamo meritato

Please follow and like us:
error